SOSTE SELVAGGE:UN PROBLEMA DA PORCI

Il cambiamento della nostra Palermo deve partire da noi,siamo noi i primi amministratori,ed allora mercoledì 21 ottobre scenderemo in strada per denunciare il livello di violazione dei diritti dei nostri concittadini diversamente abili, affrontando un percorso prestabilito che domani verrà pubblicato,e filmando tutti gli abusi,a partire dall’occupazione degli scivoli.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare anche chi oggi gira la testa dall’altra parte,e di dare il segnale a chi oggi si sente solo e indifeso, che insieme possiamo far valere i nostri diritti,e creare insieme un futuro migliore per la nostra martoriata città.n178723377096_3773

Questo è il link al gruppo di discussione avviato su Facebook: http://www.facebook.com/profile.php?id=1485129546&ref=name#/event.php?eid=178723377096&ref=ts

Giovani Liberali per “L’amico Charly” in “Liberi di Crescere”

Questo spettacolo teatrale nasce dalla volontà dei ragazzi della GLI di Palermo di raccogliere fondi per l’ass. “ L’amico Charly”, centro di aggregazione e ascolto giovanile.
I giovani liberali ed i responsabili dell’associazione si metteranno in gioco salendo sul palco e recitando.

Allo spettacolo parteciperanno anche i comici Ivan Fiore,Peppe Teresi e Stefano Piazza.
Presenterà Maurizio Midulla
La serata si concluderà con la consegna sul palco della somma raccolta alla responsabile di Palermo dell’ass.
Il costo del biglietto è di 10 euro, ma naturalmente chi vorrà donare di più sarà libero di farlo.
Questo evento è la dimostrazione che si può fare attività sociale senza togliere un euro all’erario, ma semplicemente coinvolgendo gli imprenditori locali, che da sempre si sono dimostrati sensibili ad iniziative benefiche e la cittadinanza.

Speriamo di farvi trascorrere una piacevole serata in nostra compagnia.

Se qualche imprenditore volesse sponsorizzare lo spettacolo, può contattarci, daremo tutte le informazioni necessarie.

Per info riguardo i biglietti, contattateci alla casella di posta:

oppure partecipate alla discussione su facebook:

Fiaccolato in memoria di Paolo Borsellino

Come ogni anno si è svolta la fiaccolata in ricordo del magistrato Paolo Borsellino.

Quest’anno la Gli di Palermo ha voluto dare il proprio contributo, partecipando attivamente al comitato organizzativo e entrando nel gruppo di associazioni e movimenti denominato “forum XIX luglio” il cui scopo è quello di avviare attività antimafia e per la legalità

Alla fiaccolata i giovani liberali hanno partecipato con un proprio striscione in cu vi era scritto: “ CONTRO TUTTE LE MAFIE – GIOVANI PLI PALERMO”.

La manifestazione svoltasi nel migliore dei modi, inorgogliendo tutti i partecipanti ancor prima degli organizzatori.

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Manifestazione pro – Iran

I giovani  della GLI di Palermo scendono in piazza per manifestare il proprio appoggio alla popolazione iraniana che chiedono a gran voce l’annullamento delle elezioni, ma soprattutto la democrazia nel loro paese.

Tutti sappiamo che in questo momento in Iran, il regime sta tentando di fermare col sangue le manifestazioni di piazza.

Noi liberali abbiamo il dovere di fare sentire la nostra voce, affinchè vi sia davvero una rivoluzione liberale e al contempo pacifica.

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Aperitivo Liberale

La GLI di Palermo ha voluto festeggiare la sua nascita, organizzando un aperitivo che verrà ripetuto ogni anno.

L’idea, sicuramente nuova, prevedeva la facoltà, per gli invitati,  di scegliere se parlare di politica o godersi la serata liberamente.

La serata è andata molto bene, c’è stato un alto afflusso di ragazzi, che hanno interloquito con i giovani liberali.                                                                                                 aperitivo liberaleaperitivo liberaleaperitivo liberaleaperitivo liberaleaperitivo liberaleaperitivo liberalea9a11a1

Appuntamenti e Partecipazione

Cari amici,
nonstante l’estate sia considerata, in genere, quale vero e proprio momento di stallo tanto nelle attività produttive quanto in quelle di carattere culturale, formativo e politico, i mesi di luglio ed agosto saranno ricchi di eventi per chi vorrà assistere ai primi passi della GLI di Palermo, e magari, partecipare insieme a noi alla Rinascita del PLI.

Dopo circa due mesi dalla nascita della GLI di Palermo, noi giovani liberali abbiamo deciso di trascorrere una serata con voi.

Vi garantiamo che non avrete l’obbligo di ascoltare discorsi politici se non lo vorrete.

Infatti, abbiamo deciso di mettere a disposizione dei volantini con il nostro programma, chi vorrà potrà porci delle domande; chi non ha interesse potrà divertirsi (ci auguriamo) ugualmente!

L’appuntamento è fissato per giovedì 16 luglio 2009, dalle 19,00 in poi al “Via Vai lounge bar” in Via dell’Orologio, 8 a Palermo. Venite numerosi!

Nell’ambito dell’opera di costante attuazione dei principi di Progettualità e Partecipazione, cardine del nostro progetto Liberale, inoltre, vogliamo invitarvi a scegliere insieme a noi il simbolo del nostro gruppo: Giovani Liberali Italiani.

Per esprimere la vostra opinione, basterà partecipare al sondaggio indetto su Facebook all’indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=102369403580&ref=nf

Vi aspettiamo numerosi, per poter, finalmente, far parte di un progetto davvero vicino alla gente, per prendere in mano in prima persona il nostro futuro e quello della nostra città!

Il Racconto sui buoni propositi

La fine di un anno, e l’inizio di uno nuovo, costituisce, spesso, terreno fertile dei buoni propositi. I buoni propositi sono il racconto con cui ci sollazziamo o intristiamo in certi periodi. Per alcuni secondi e minuti siamo gli eroi di noi stessi.

Chi l’anno prima ha messo chili in più si propone di perderli. Chi è rimasto indietro nel lavoro, prevede di darsi una mossa. E chi, dopo aver dato pubblico avviso delle agevolazioni al servizio del trasporto urbano per gli anziani, deve tra mille e una peripezia, mantener fede alle proprie promesse.

E come nei più classici racconti, anche quelli dei buoni propositi, il passaggio dalle parole, ai fatti trova sempre una qualche, sempre giustificata, interruzione.

Come tutti i buoni propositi iniziano vicino a Gennaio. Ed è proprio a gennaio che il sindaco, l’eroe del racconto, “fortissimamerrimamevolmente voleva” venir incontro ai 5 mila anziani indigenti che avevano avanzato richiesta al fine di ottenere le agevolazioni al servizio del trasporto urbano. Sono tanti i trascorsi, che a Luglio naturalmente 200 anziani “fortemente, quanto cortesemente, vogliono” che gli vengano consegnati i carnet di biglietti gratuiti Amat.

Sembra infatti che questo, oltre ad essere un racconto, di buoni propositi, sia anche di altissime, quanto contrastanti e frustrate volontà. Tutti i protagonisti della vicenda “fortemente vogliono” la stessa cosa. Ma ecco che il nostro racconto di un’amministrazione attenta ai bisogni di categorie dei deboli,  un’amministrazione cittadina, della comunità, che riduce sprechi e ottimizza le risorse, non riesce a trovare, e ancora impedimenti e traversie e ostacoli, il suo lieto fine.

Come nel più classico dei racconti, il “consenso dell’Eroe” è stato espresso all’inizio dell’anno: il Comune di Palermo, infatti, avrebbe acquistato i biglietti Amat, da fornire gratuitamente, nell’aprile 2009, ai 5000 anziani indigenti, utilizzando 511 mila euro, economie di capitoli di bilancio.

Ma la mancanza del “conseguimento del mezzo magico”, di questi tempi anche chiamato denaro elettronico e bilanci che sprofondano in immensi baratri oscuri e misteriosi, ha fatto sì che la carta della (avrebbe dovuto essere rimozione della) sciagura si sia presentata puntuale.

I 5000 anziani di Palermo resteranno, per il terzo anno consecutivo, privi dei biglietti gratuiti: il problema, diciamo l’eroica impresa,  non può giungere a degna e dignitosa conclusione perché, gridano gli araldi: “il bilancio comunale è pronto e non è possibile distogliere nessun capitolo del bilancio per i biglietti”.

Il buon, ma forse ingenuo per il nostro racconto cittadino e moderno, Propp ha si previsto la carta del “compito difficile” che si presenta all’eroe, ma non quella del fallimento di esso. Crediamo sia stata una dimenticanza. Sicuramente Propp non era palermitano.

Oggi quegli stessi soggetti che avrebbero dovuto ricevere una tutela adeguata in considerazione della loro particolare situazione, quegli stessi over 65 a cui il nostro Comune aveva promesso i biglietti Amat gratuiti, si trovano riuniti a P.zza Pretoria a manifestare per richiedere la tutela di un loro diritto. In. Per richiedere che, almeno questa volta, venga mantenuta una promessa. In fondo nei racconti, i cavalieri mantengono sempre.

Per ora comunque i nostri anziani avranno pagato il biglietto del bus per arrivare sin lì, moderni pellegrini.

E continuano a manifestare incredulità e sconcerto.

Come noi del resto ci siamo accorti che gli elementi c’erano tutti: la sfida, le avversità, le contese, i deboli da difendere e le promesse da mantenere.

Era come in un racconto dei propositi.

E che a volte bisognerebbe solo aspettare di quelli, buoni.

Elena Vena.

Siamo tutti nella…TARSU

La nostra città, com’è noto, è afflitta da annosi problemi sui quali riteniamo doveroso interrogarci. Uno di questi è, attualmente, costituito dalla questione rifiuti attorno alla quale si è, nel tempo e fin dalla riforma istitutiva della Tarsu (Decreto Ronchi), sviluppata una inestricabile matassa di eterogenei interessi, tutti accomunati dall’essere di carattere strettamente personale e clientelare. Così è stato per la istituzione degli Ambiti Territoriali Ottimali, per l’affidamento degli appalti a società esterne – in barba peraltro a quanto previsto dal medesimo Decreto il quale, all’art. 23 recita: “i comuni organizzano la gestione..(c.3) e provvedono alla gestione..(c.4)” – , per la designazione dei vertici dell’Amia (nel caso specifico di Palermo) e per altri aspetti che cercheremo di analizzare. Pertanto, giuste tali premesse, il fallimento di tale gestione era facilmente prevedibile.

La situazione attuale. Nel dettaglio è da dire che le società beneficiarie degli appalti per la raccolta dei rifiuti hanno sovente elaborato progetti faraonici, degni di città come New York o Tokio ma ovviamente sovradimensionati rispetto alla realtà di Palermo o, a maggior ragione, di ambiti ancora più piccoli, come nella provincia di Messina o di Enna, dove l’appalto riguarda piccoli comuni. E’ chiaro che il megaprogetto ha anche un megacosto che l’impresa deve recuperare; questo spiega il perché la Tarsu aumenta di anno in anno. Fenomeno aggravato dall’“evasione” giacché molti cittadini hanno deciso, proprio per i costanti aumenti, di non pagarla più. A ciò si aggiunga l’allegra gestione dell’Amia (nel caso specifico di Palermo) e, più in generale, degli ATO fatta da amministratori non all’altezza o addirittura capaci di svuotare le casse di tali enti. In ultimo va sottolineata la gestione clientelare di tali società pubbliche, dove vengono assunti figli, nipoti, parenti e amici degli amici, i quali al momento opportuno potranno ricambiare il “favore” in termini di voti.

Le conseguenze. Sciopero dei netturbini (in numero di gran lunga superiore al reale fabbisogno per le ragioni testé dette) che non vengono pagati perché magari quei soldi sono serviti ad aprire una sede a Dubai, immondizia dappertutto e continui rincari della Tarsu, che sinceramente è diventata insostenibile. L’ambiente? Per nulla tutelato atteso che si utilizzano le vecchie discariche e la raccolta differenziata (fatta attraverso le c.d. campane che si trovano qui e li in città) è un flop lasciato alla buona volontà del singolo piuttosto che costituire un vero e proprio obbligo. Poi vi è la questione morale: a Palermo si è accertato un grave reato (il falso in bilancio) a carico dei vertici dell’Amia. Sennonché tale reato è perseguibile solo a querela di parte (cioè del danneggiato che in tal caso è il Sindaco) il quale, è storia vecchia, si è guardato bene dal querelare (e mandare quindi sotto processo per una condanna altamente probabile) il suo compagno di partito nominato amministratore della società. Questo dato, al di là di tutto il resto, deve far riflettere sulla caratura morale di chi ci amministra.

Le soluzioni: a nostro modo di vedere non sarebbe nemmeno difficile trovare adeguate soluzioni alla questione rifiuti, se solo lo si volesse. E’sicuramente necessario un inceneritore. Quanto alla raccolta differenziata un sistema già sperimentato con successo al nord da circa 15 anni è quello che consiste nel distribuire a ciascuna famiglia tanti sacchetti (circa 5/6) all’interno dei quali differenziare i prodotti (uno per il vetro, un altro per la plastica, uno per la carta, uno x i rifiuti umidi, l’altro per quelli solidi) da eliminare. Poi in ogni stabile vi sono altrettanti contenitori più grandi, simili ai cassonetti, nei quali ognuno getta, dopo averli differenziati come spiegato, i rifiuti. Ai netturbini il resto del lavoro. E’ chiaro che tale sistema riduce il rischio di “infrazioni” perché riduce la possibilità di gettare l’immondizia nei cassonetti che si trovano per strada, ma comunque sarebbe opportuno creare una task force di vigili urbani (tanto più vista l’assunzione di circa 150 nei giorni scorsi..ma di questo argomento ne parleremo prossimamente) con lo specifico compito di vigilare e multare chi getta rifiuti nelle ore non consentite e senza averli differenziati.

Questo progetto di raccolta, meno altisonante di quelli oggetto degli attuali appalti ma più efficace, costerebbe anche di meno e, a nostro avviso, potrebbe essere direttamente gestito da una società vincitore di appalto annuale. Ciò consentirebbe all’ente locale di beneficiare direttamente, in termini di entrate, degli introiti derivanti dalla vendita degli stock di rifiuti alle società (ad esempio vi è una grossa società tedesca che si occupa di ciò e che avrebbe manifestato interesse in tal senso) che li acquistano per riciclarli e, a loro volta, rivendere i prodotti (vetro, plastica ecc) così ottenuti. Ma soprattutto eviteremmo interferenze politiche nella gfestione dei rifiuti (CDA, ecc..)

Inutile dire che quanto prospettato, unitamente ad una gestione non clientelare ma imprenditoriale di tale società (con assunzioni mirate e confacenti alle effettive esigenze) consentirebbe anche ai cittadini di pagare una Tarsu di ammontare ragionevole. In altre parole si avrebbe una “effettiva” tassa sui rifiuti (il cui ammontare sarebbe inversamente proporzionale alla capacità di differenziare e smaltire i rifiuti) e non una tassa per finanziare i buchi di bilancio che i furbetti di turno creano.

Tali proposte rappresentano un primo passo verso la soluzione del problema rifiuti e non sono frutto dell’ingegno di chissà quali menti, bensì il prodotto di riflessioni oculate e della volontà di ispirarsi a chi ha già intrapreso, con ottimi risultati, tali strade improntate a ragionevolezza, buon andamento della P.A. e soddisfacimento degli interessi dei cittadini. Non è un caso che le “emergenze rifiuti” si registrino a Napoli, Palermo, Catania e non a Milano o Bologna.

Basilio Milio

Indicati gli organizzatori del Congresso dei Giovani Liberali Italiani

La Direzione Nazionale  del PLI, nel corso della riunione tenuta il 26 giugno 2009, ha conferito ad Elisa Serafini, coadiuvata da Enrico Saponaro e dal nostro Claudio Ferrante, il compito di organizzare il Congresso dei giovani liberali, che si terrà nel prossimo autunno.

I Giovani del PLI Palermo, dunque, certi che Elisa, Enrico e Claudio, sapranno fare un buon lavoro,  danno appuntamento a tutti i Giovani Liberali Italiani al prossimo Congresso d’autunno, rinnovando, intanto, il proprio impegno nel sostenere e mettere a frutto i valori e gli ideali del pensiero liberale, e continuando nella progettualità condivisa con tutta quella gente che condivide la nostra idea di una politica più concreta, che sia vicina alle persone ma senza mai venire a compromessi con gli interessi dei singoli.

Gnuri e Cassonetti

-Gnuri, libero è? -Sì. -Evviva la libertà!

Sebbene la parola libertà sia onnipresente nei nostri discorsi, tanto da figurare anche tra i lazzi che hanno fatto divertire generazioni di ragazzi (alle spalle dei conduttori di carrozze), nondimeno la comprensione del concetto che essa indica è un po’ meno presente.

Soprattutto latita un’altra parola, che del concetto di libertà è parte integrante: responsabilità. Che senso avrebbe infatti poter scegliere liberamente se poi le nostre scelte non avessero conseguenze?

Che gusto ci sarebbe a scegliere senza la speranza di godere un giusto merito, o viceversa il rischio di una equa sanzione? E’ per questo che dopo la libera scelta viene il momento in cui di quella scelta siamo chiamati a rispondere.

Se questo vale per tutti noi nel quotidiano esercizio della nostra libertà, a maggior ragione il discorso vale se applicato alla scelte compiute dai nostri rappresentanti, o da coloro che i nostri rappresentanti designano per compiere delle scelte che hanno una ricaduta su un qualunque aspetto della vita della comunità.

Leggo sul Corriere della Sera di domenica 21 giugno che l’AMIA ha comprato ben 1.500 cassonetti per la raccolta differnziata alla modica cifra di 750.000 euro (500 euro cadauno). Fin qua poco male, anzi forse pure bene, se non fosse che i cassonetti sono inutilizzabili, e di fatto inutilizzati da un anno, e ammassati in un piazzale nascosto della discarica di Bellolampo. La ragione è semplice: sono incompatibili con i camion per la raccolta. Scandaloso.

Ma torniamo al discorso che facevamo prima. Qualcuno ha scelto questi cassonetti; e qualcun’altro ha scelto questo qualcuno. Credete che delle teste cadranno per un errore tanto grossolano? Io lo spero, ma a dire il vero non me lo aspetto.

Già lo storico greco Erodoto, cinque secoli prima di Cristo annoverava tra gli aspetti vantaggiosi della democrazia il fatto che le magistrature fossero soggette a rendiconto. E questo era tanto importante che la parola greca che indicava il pubblico magistrato era la stessa che noi traduciamo con “responsabile” ovvero (dal latino) “colui che ha la capacità di rispondere delle proprie scelte”. Chiedere che sia sanzionato pubblicamente chi ha commesso uno sbaglio non è accanimento, non è la solita voglia di gogne mediatiche. E un richiamo all’essenza stessa della nostra democrazia. E la democrazia è tale solo se valorizza la libertà tramite il richiamo alla responsabilità.

Mario Trabucco

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