La fine di un anno, e l’inizio di uno nuovo, costituisce, spesso, terreno fertile dei buoni propositi. I buoni propositi sono il racconto con cui ci sollazziamo o intristiamo in certi periodi. Per alcuni secondi e minuti siamo gli eroi di noi stessi.
Chi l’anno prima ha messo chili in più si propone di perderli. Chi è rimasto indietro nel lavoro, prevede di darsi una mossa. E chi, dopo aver dato pubblico avviso delle agevolazioni al servizio del trasporto urbano per gli anziani, deve tra mille e una peripezia, mantener fede alle proprie promesse.
E come nei più classici racconti, anche quelli dei buoni propositi, il passaggio dalle parole, ai fatti trova sempre una qualche, sempre giustificata, interruzione.
Come tutti i buoni propositi iniziano vicino a Gennaio. Ed è proprio a gennaio che il sindaco, l’eroe del racconto, “fortissimamerrimamevolmente voleva” venir incontro ai 5 mila anziani indigenti che avevano avanzato richiesta al fine di ottenere le agevolazioni al servizio del trasporto urbano. Sono tanti i trascorsi, che a Luglio naturalmente 200 anziani “fortemente, quanto cortesemente, vogliono” che gli vengano consegnati i carnet di biglietti gratuiti Amat.
Sembra infatti che questo, oltre ad essere un racconto, di buoni propositi, sia anche di altissime, quanto contrastanti e frustrate volontà. Tutti i protagonisti della vicenda “fortemente vogliono” la stessa cosa. Ma ecco che il nostro racconto di un’amministrazione attenta ai bisogni di categorie dei deboli, un’amministrazione cittadina, della comunità, che riduce sprechi e ottimizza le risorse, non riesce a trovare, e ancora impedimenti e traversie e ostacoli, il suo lieto fine.
Come nel più classico dei racconti, il “consenso dell’Eroe” è stato espresso all’inizio dell’anno: il Comune di Palermo, infatti, avrebbe acquistato i biglietti Amat, da fornire gratuitamente, nell’aprile 2009, ai 5000 anziani indigenti, utilizzando 511 mila euro, economie di capitoli di bilancio.
Ma la mancanza del “conseguimento del mezzo magico”, di questi tempi anche chiamato denaro elettronico e bilanci che sprofondano in immensi baratri oscuri e misteriosi, ha fatto sì che la carta della (avrebbe dovuto essere rimozione della) sciagura si sia presentata puntuale.
I 5000 anziani di Palermo resteranno, per il terzo anno consecutivo, privi dei biglietti gratuiti: il problema, diciamo l’eroica impresa, non può giungere a degna e dignitosa conclusione perché, gridano gli araldi: “il bilancio comunale è pronto e non è possibile distogliere nessun capitolo del bilancio per i biglietti”.
Il buon, ma forse ingenuo per il nostro racconto cittadino e moderno, Propp ha si previsto la carta del “compito difficile” che si presenta all’eroe, ma non quella del fallimento di esso. Crediamo sia stata una dimenticanza. Sicuramente Propp non era palermitano.
Oggi quegli stessi soggetti che avrebbero dovuto ricevere una tutela adeguata in considerazione della loro particolare situazione, quegli stessi over 65 a cui il nostro Comune aveva promesso i biglietti Amat gratuiti, si trovano riuniti a P.zza Pretoria a manifestare per richiedere la tutela di un loro diritto. In. Per richiedere che, almeno questa volta, venga mantenuta una promessa. In fondo nei racconti, i cavalieri mantengono sempre.
Per ora comunque i nostri anziani avranno pagato il biglietto del bus per arrivare sin lì, moderni pellegrini.
E continuano a manifestare incredulità e sconcerto.
Come noi del resto ci siamo accorti che gli elementi c’erano tutti: la sfida, le avversità, le contese, i deboli da difendere e le promesse da mantenere.
Era come in un racconto dei propositi.
E che a volte bisognerebbe solo aspettare di quelli, buoni.
Elena Vena.
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